« « And love is all that I need, and I found it there in your heart; It isn't too hard to see, we're in heaven »
Il ticchettio della pioggia non era abbastanza forte per coprire il battito del suo cuore. Lily lasciò un bacio sulla spalla di Scorpius - mentre lui le solleticava i capelli- poi poggiò il capo sul suo petto, socchiudendo gli occhi. Riusciva perfettamente a sentire il suo cuore che batteva veloce e per un attimo rimase davvero senza fiato. Era incredibile. O era solo una sua impressione –ma ne dubitava- oppure il cuore di Scorpius batteva davvero allo stesso ritmo del suo. Stava per aprire bocca, ma la risata bassa di Scorpius la bloccò. Alzò piano il capo, mentre il lenzuolo si scostava leggermente. «Che c’è?» chiese sottovoce, come se avesse paura che parlando troppo forte l’incanto si sarebbe spezzato. Lui le rivolse un sorriso perfetto. «Pensavo a una cosa che mi ha detto una volta mio padre» disse con lo sguardo fisso su di lei, che non si perdeva neanche un movimento. «Mi ha detto che gran parte del mondo magico crede che noi Malfoy andremo all’inferno» continuò lui, sempre con un sorriso, come se stesse sorridendo per una qualche battuta che Lily però non aveva ancora capito. Lei fece una strana espressione, poi inarcò il sopracciglio. «Che idioti. Ma perché la cosa ti fa ridere?» chiese curiosa, mentre lui alzava lo sguardo e le sfiorava la spalla, che ad un tratto sembrava diventata incandescente. Ci furono solo pochi istanti di silenzio, riempiti da sguardi carichi di parole. Poi Scorpius la baciò e quando rispose, fu il turno di Lily di sorridere. «Perché non m’importa. In paradiso ci sono già stato»
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«You drive me crazy , I just can't sleep, I'm so excited, I'm in too deep; crazy, but it feels alright! Baby, thinkin' of you keeps me up all night»
Per la prima volta nella tua vita, ti rendi conto che probabilmente James ha ragione. Tuo fratello, James. Lui ha ragione. Ti sembra impossibile, scoppieresti a ridere in quello stesso momento, ma dal modo in cui il tuo stomaco si contorce ogni volta che la vedi e dal modo in cui le farfalle e i cuoricini sembrano apparire dal nulla ogni volta che ti guarda beh, forse un po’ di ragione ce l’ha anche James. «Ehi, ti andrebbe di accompagnarmi a Hogsmeade, domani?» Un momento, chi ha parlato? I cuoricini sono apparsi all’improvviso, le farfalle volteggiano allegre e colorate intorno a te quindi si, è lei. E poi quella voce la riconosceresti ovunque. Niki prende una ciocca di capelli biondi tra le mani, poi sorride. E tu sai Al, che ci moriresti lì, su quelle labbra e su quel sorriso. Senti improvvisamente la gola secca e per qualche strano motivo le tue corde vocali si rifiutano di funzionare. Maledizione. «Lo sapevo che potevo contare su di te» fa lei sorridente, mentre lascia un bacio sulla tua guancia e corre via, senza nemmeno lasciarti il tempo di rispondere. In quel momento vorresti sprofondare Al e pensi che forse davvero il mondo inizierà a girare al contrario perché si, James ha ragione. Sei proprio pazzo. Di lei.
worlds apart ~
« And now there's nothing I can do to bring you back to me; So we live our different lives, it's so hard and there's no more you and I, but we're worlds apart »
Si ricordava ancora di quella volta, qualche mese prima, quando aveva scritto la lettera per la domanda di lavoro con profonda eccitazione, riversando in quelle righe tutte le sue speranze. Ricordava perfettamente i fogli che aveva accartocciato prima di scegliere quale sarebbe stata la lettera giusta. Kate ricordava anche le preghiere che aveva fatto ogni sera, sperando che chiunque ci fosse lassù ad ascoltarla, l’avrebbe aiutata e avrebbe assecondato –almeno per quella volta- le sue richieste. Ricordava perfettamente ogni cosa, eppure in quel momento sembrava sparito tutto. Nel nulla, come se non fosse mai esistito. In quel momento l’unica cosa che desiderava era che quella lettera di riposta non fosse mai arrivata. L’unica cosa che desiderava era vedere James, magari nella sua cucina, che le preparava uno dei suoi toast con uno dei suoi sorrisi da bimbo. Ma Kate lo sapeva, quello era un segno. Forse c’era qualcuno lassù -forse c’era davvero- pensava Kate mentre si asciugava una lacrima, che le stava dicendo cosa fare. Accettare quel posto e correggere gli errori. Perché in fondo lo sapeva, gli altri avrebbero considerato la sua storia con James così, un errore. Non avrebbero mai capito, in fondo si era innamorata di uno sconosciuto. Erano mondi diversi, loro due. Scese un’altra lacrima sulla sua guancia, poi represse un singhiozzo. E quando prese il foglietto, per scrivere ciò che non sarebbe mai riuscita a dire a parole, le mancò il respiro e le lacrime scesero di nuovo, stavolta quasi con ferocia. Perché sapeva che insieme alle parole, sul quel foglio sarebbero finiti pezzi del suo cuore.
stand by me ~
« If the sky that we look upon should tumble and fall or the mountains should crumble in the sea I won't cry, I won’t cry I won't shed a tear just as long as you stand, stand by me »
Camminava al suo fianco da circa centoventitre secondi. Li aveva contati uno per uno, forse per cercare di tenere la mente impegnata. Perché non era di certo una situazione facile, che le capitava di vivere tutti i giorni. Megan aveva solo bisogno di pensare a qualcos’altro e non al fatto che al suo fianco aveva Dave Sunflower –in versione cavaliere galante- e che il suo cuore stesse per esplodere. Non era affatto una cosa normale. Era arrivata a contare centosessantadue secondi, quando la mano di Dave sfiorò la sua, solo per un istante. Ma bastò per farle perdere il conto. Si voltò, i suoi occhi erano già li che l’aspettavano, profondi e sinceri come erano sempre stati. Si rese conto che anche lui era profondamente agitato, solo quando lo sorprese ad allentarsi il colletto della camicia. «Sei arrivata a destinazione» sussurrò appena lui, mentre abbozzava un sorriso e indicava con un cenno del capo il ritratto alla sua sinistra. Megan non rispose, ma forse per la prima volta in vita sua, odiò profondamente la sua Sala Comune. Specialmente il ritratto. Se solo l’avessero messo più lontano, lei e Dave avrebbero passato ancora qualche momento fianco a fianco. Ma lasciò perdere subito i suoi pensieri e prese la decisione in fretta, non curandosi affatto delle voci che provenivano dall’inizio del corridoio e delle reazioni che la gente avrebbe potuto avere vedendoli insieme. Posò le sue labbra sulla guancia un po’ arrossata di Dave, poi lo strinse forte a sé, lasciandosi cullare, immaginando ancora la musica che li aveva accompagnati fino a qualche istante prima. Tutto il resto avrebbe aspettato. In quell’istante voleva solo stargli vicino.
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«… and I'm conflicted, now I'm addicted to this place, to you babe I can't stay away, can't stay away. You get up, you go down it's wrong, they say - I can't stay away, I can't stay away…»
Probabilmente la situazione le era sfuggita di mano. Forse era assurdo comportarsi in quel modo, forse i pochi neuroni che le erano rimasti nel cervello avevano ragione. Si, da una parte Kate pensava di si. Ma c’era un’altra parte di lei che se ne fregava della ragione e che le diceva chiaramente che la verità era una sola. Ed era scritta a caratteri cubitali nella sua testa, ma soprattutto nel suo cuore. Non riusciva a stare lontana da lui. Era diventato una specie di droga ormai e il pensiero di dipendere da qualcuno le metteva una certa preoccupazione dentro, ma Kate doveva ammettere che era anche abbastanza piacevole. Prese il corridoio a sinistra, perfettamente cosciente del fatto che probabilmente appena gli si sarebbe parata davanti, James avrebbe iniziato a prenderla in giro. “Non riesci a starmi lontano!” avrebbe riso lui. E lei lo avrebbe lasciato fare, come al solito. Avrebbe riso con lui, perché l’unica cosa che le importava in quel momento era vederlo. Stava per salire l’ultima rampa di scale, ma una stretta forte e invisibile la costrinse a voltarsi. Kate ebbe un tuffo al cuore, mentre sul suo viso si faceva posto un gran sorriso. «Scusa, ma non ce la facevo più ad aspettarti» sussurrò James, mentre l’accoglieva sotto il mantello dell’invisibilità e le spostava una ciocca di capelli dal viso. Kate avvertì un leggero calore salire sulle sue guance, poi lo baciò e sorrise. Almeno per quella volta, sarebbe stata lei a prenderlo in giro.
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